| Cristian
Era uscita la prova di canto, l'ultima. La mia ultima esibizione sarebbe stata dunque il canto. Il pezzo è "viva la vida", insomma, non mi entusiasma molto ma ci metterò comunque tutto l'impegno... vado al centro palco un po' abbattuto, malinconico... penso a tutta l'avventura nel programma...attacca la base I used to roll the dice (inizio con tono molto carico e subito appassionato alla canzone, sorridendo al pubblico davanti a me.. mi muovo a ritmo di musica con le gambe, cercando di entrare al massimo dentro al pezzo; la prima parte è molto veloce, e nonostante tutto riesco a renderla scorrevole senza mangiarmi le parole. Mi soffermo un attimo sulle "o" di "roll" chiudendo gli occhi e slanciando la mano in avanti, sempre con il sorriso ben aperto.. impugno il microfono e per il momento lo tengo attaccato all'asta; il "the" funge un pò da pausa, perchè infatti il "dice" finale è più lento del primo verso, e posso respirare e rilassarmi. Prolungo la "e" finale stridulando la voce e muovendo il capo a ritmo, facendo qualche vocalizzo qua e là ) Feel the fear in my enemy's eyes (i miei movimenti e la mia voce si fanno ancora più sciolti, mi sembra di essere a un concerto live, ma non in qualità di spettatore, bensì in qualità della persona che è al centro dell'attenzione, ovvero il cantante.. mi gaso molto sorridendo, la frase è abbastanza lenta e soave e nonostante i miei bruschi movimenti riesco a pronunciare bene le parole.. mentre canto penso alla situazione che sto vivendo, e cioè che potrebbe essere la mia ultima serata nello studio del serale.. divengo per un attimo triste, ma poi scaccio via i brutti pensieri e alzo leggermente il braccio destro sentendo l'energia pervaderlo fino ad arrivare ai polpastrelli, dopo aver appoggiato il microfono sull'asta) Listen as the crowd would sing: ( riparto immediatamente con la frase senza prendere alcun respiro; il ritmo continua ad essere molto melodico e soave. Sto quasi recitando le parole, non cantando.. faccio una pausa breve dopo "crowd" e completo la frase alterando un pò la voce nel "sing" finale.. l'espressione è molto più seria, anche perchè sto parlando di ben altre cose rispetto a quelle dette finora; durante il versetto faccio dei segno con la mano destra e mentre con la sinistra gesticolo leggermente aprendo e chiudendo il palmo della mano, e rimango fermo al centro esatto del palco..) "Now the old king is dead! (la mia voce stranamente è molto limpida, nonostante sia piuttosto grave.. risuona molto chiaramente in tutto il palco, dal momento che la musica è ancora molto tranquilla e bassa.. tengo impugnato il microfono e sto quasi perfettamente immobile al centro del palco, sono molto timido e impacciato nei movimenti.. il mio sguardo vaga in diverse parti dello studio, senza sapere dove fermarsi esattamente, il cuore batte forte. Faccio sfumare leggermente il "dead" finale socchiudendo gli occhi ed allontanandomi gradualmente dal microfono aggiungendo un pizzico di energia nella tonalità della mia voce) Long live the king!" (il "long" iniziale è molto basso, anche se è quasi in un ritornello, e lo tengo abbastanza bene, ma è alquanto corto; invece nel resto del versetto vado molto in alto, muovendomi per il palco lentamente, prolungo la "e" di "live" e poi faccio una pausa durante il quale muovo un pò la testa cercando di rimanere a ritmo, poi canto il "king" che come la prima frase risuona in tutto il palco; mi tengo una mano sul petto, e mi stringo la maglietta quasi come se volessi strapparmi il cuore dal corpo, per buttarlo via, e rimanere senz'anima, lì, come una cosa buttata su un angolo e dimenticata.. ho un'espressione disperata, che sembra essersi già arresa ad una realtà molto crudele, ed anche molto evidente) I hear Jerusalem bells a ringing (la voce è ancora bassa, e inserisco ancora il suono graffiato in "hear" e "bells", camminando lentamente per tutto il palco come se lo stessi imprimendo nella memoria, perchè potrebbe essere l'ultima volta che ci salirò.. tengo lo sguardo quasi perennemente basso, fisso a terra, dove una cinquantina di piedi all'inizio battevano forti tutti insieme, mentre ora invece i piedi sono pochissimi, il coro è molto debole, ma io dovrò farcela, dovrò arrivare fino alla fine di questa competizione, sento il desiderio che cresce all'impazzata, e alzo la testa quando arrivo al centro del palco con aria convinta e sicura di me stesso. Cerco di mantenermi sempre abbastanza basso con la voce, anche se è difficile , ma non voglio rischiare di stonare, così canto il brano di un'ottava superiore; mi guardo ancora intorno, specialmente verso i compagni.. rivolgo loro un piccolo e brevissimo sorriso, poi torno a guardare di fronte a me; il tono è inespressivo, e la mia faccia invece esprime tristezza e depressione, per stare al passo con ciò che sto dicendo; una mano sfiora la coscia, l'altra tiene il microfono con una presa alquanto debole) Roman Cavalry choirs are singing (continuo la frase con le stesse espressioni che ho usato in quelle precedenti, batto un piede per terra cercando di arrabbiarmi, ma poi finisco per tornare addolorato e incapace di tirarmi su.. mi viene quasi da piangere per la situazione, proprio quella vera sto dicendo, perchè con stasera è tutto finito e non potrò rivedere più tutte quelle belle persone che ho conosciuto qui dentro; la voce è abbastanza grave ma soave, ma non do molta importanza alla tecnica. Scandisco bene ogni singola parola e aggiungo un tremolio nella "a" di "ARE" allungandola leggermente) Be my mirror my sword and shield ( fisso un punto preciso del palco, e l'espressione è nuovamente malinconica, e vaga nel passato, nei ricordi.. la tonalità è sempre la stessa, il brano è molto melodico e tendo ad amalgamare la mia voce con esso, ma comunque orecchiabile; guardo i miei compagni in mezzo al pubblico piegando leggermente le ginocchia, e lancio uno sguardo triste a sara nel pubblico. Pronuncio l'ultima parole del versetto in maniera fredda e secca) My missionaries in a foreign field (inizio un pò ad alterare la voce, si fa quasi impertinente, come se volesse sottolineare un concetto che sa benissimo che non verrà ascoltato e preso in considerazione.. sono serio e dentro provo molta tristezza mentre cammino sul lato sinistro del palco e avanzando lentamente prendo qualche mano del pubblico, vedo cartelloni con frasi molto belle e a mio parere esagerate su di me, poi proseguo arrivando nuovamente al centro palco e finisco la frase anche questa volta in maniera secca mantenendo il mio tono soave e dolce) For some reason I can't explain Once you go there was never, never an honest word (pronuncio tutta la frase come se il tempo si fosse fermato, molto a rallentatore, con un tono profondo ed uno sguardo altrettanto penetrante, per cercare di convincere il pubblico e soprattutto me stesso, e di farlo mettere nei miei panni, per descrivergli cosa si prova essere nella mia situazione.. nel mio sguardo c'è preoccupazione, e molta anche, ma c'è un ultimo filo di speranza, quell'unico filo che mi tiene appeso alla vita, su cui si è basata e su cui si baserà tutto il resto dei miei giorni..alzo la testa al cielo e gli rivolgo un ultimo sguardo, con le sopracciglia abbassate, poi mi giro con la testa bassa e faccio qualche passo scoordinato per lo studio tenendo il microfono con la mano destra. Fisso un punto preciso del palco, e l'espressione è nuovamente malinconica, e vaga nel passato, nei ricordi..) That was when I ruled the world (Ohhh) (scandisco bene ogni singola parola e faccio attenzione a non impappinarmi nella sequenza della stessa parola. La mia tonalità di voce è molto soul, è calda, raffinata, sensuale nella ripetizione di "i". Il mio sguardo è rivolto in avanti con un fare molto sensuale, malinconico, provocatorio allo stesso tempo. Accenno un sorriso durante queste frasi in contrasto con ciò che dire in realtà la frase, voglio far capire che io non mi abbatto, ma riesco comunque ad alzarmi, qualunque sia la situazione che ho davanti, combatto e l'affronto. Questo voglio farlo capire a casa, voglio farlo capire a chi, in quel momento, doveva giudicarmi: al pubblico. Ai miei amici, ai miei familiari, alle persone che più mi conoscevano. Non stavo "cadendo", anzi.. per questo uso un tono sensuale e un sorrisetto sarcastico stampato sul viso. Durante queste frasi faccio alcuni passi scoordinati tra loro in avanti e un paio laterali. La voce trema un po', lo faccio apposta, voglio rendere mio questo pezzo, voglio personalizzarlo il più possibile, anche al costo di stravolgerlo completamente) I hear Jerusalem bells a ringing (continuo la frase con le stesse espressioni che ho usato in quelle precedenti, batto un piede per terra cercando di arrabbiarmi, ma poi finisco per tornare addolorato e incapace di tirarmi su.. mi viene quasi da piangere per la situazione, proprio quella vera sto dicendo, perchè con stasera è tutto finito e non potrò rivedere più tutte quelle belle persone che ho conosciuto qui dentro; la voce è abbastanza grave ma soave, ma non dò molta importanza alla tecnica. Scandisco bene ogni singola parola e aggiungo un tremolio nella "a" di "hear" allungandola leggermente) Roman Cavalry choirs are singing (Pronuncio la frase attaccata a quella precedente ma separata da un breve respiro. La tonalità è un po’ calante in questo verso del brano, infatti sto fermo al centro palco impugnando il microfono con entrambe le mani e tenendo gli avambracci uniti e abbassando leggermente lo sguardo con aria spensierata e serena. Anche il tono, seppur calato, è più sereno e chiaro nelle parole, specialmente nella parte finale della frase. Il versetto viene pronunciato scandendo bene le parole e in maniera abbastanza lenta, ovvero tendendo a prolungare poco ogni parola che compone la frase) Be my mirror my sword and shield (Pronuncio questa frase praticamente attaccata a quella precedente con una tonalità pulita e scandendo bene le parole. Tengo il microfono con entrambe le mani e i gomiti giunti tra loro; alzo per un attimo le spalle con aria ingenua, come quella di un bambino che non sa prendere una decisione ancora, e ha bisogno di una strada, di qualcuno che lo accompagni per quella strada con la mano) My missionaries in a foreign field (La frase si lega alla fine di quella precedente, infatti inizio pronunciando le prime due parole con un falsetto allungandone le vocali, specialmente quelle finali. Dopo un istante di pausa, sospiro e procedo con il resto del versetto con la tonalità di voce con la quale ho affrontato questo brano, ovvero chiara, leggera, limpida. Scandisco le parole e prolungo la “i” e la “e” finale di “field” chiudendo delicatamente gli occhi e inclinando il capo verso destra leggermente) For some reason I can't explain lose (Pronuncio queste parole con forza e mettendo un pizzico di potenza in più sia nel tono sia nell’esposizione, nello sguardo che continua imperterrito a fissare davanti a sé con aria di sfida e molto combattiva. Piego leggermente il gomito del braccio sinistro e appoggio la mano delicatamento sull'addome, ma subito dopo la rialzo pian piano arrivando dunque all’altezza del capo dove comincio a gesticolare leggermente , infatti chiudo il palmo della mano in un pugno avvicinandolo al viso per poi calarlo dolcemente ma quasi con forza verso il basso. In viso si accende un sorriso malizioso rivolto in avanti) I know Saint Peter will call my name (Anche in questo caso il versetto è praticamente attaccato a quello precedente. Il mio tono è, al contrario dal resto del brano in generali, abbastanza alto, posiziono la mia testa e tutta la corporatura in modo tale da far uscire una voce chiara e limpida, molto pulita, senza errori ed ad un elevato volume; Alzo la testa verso l'alto chiudendo leggermente gli occhi ed impugnando il microfono davanti alla mia bocca, prolungo la lettera "i" della parola "will" con alcune variazioni vocali all'interno del "prolungamento", facendo leggermente vibrare la mia voce e facendola sfumare con la musica. La musica è piuttosto lenta, come del resto in tutto il brano, e io sono quasi del tutto fermo e assumo una seria espressione.. prolungo la "a" di "call" aprendo molto la bocca, graffiando il suono in certi punti.. applico il vibrato anche in "my" prolungandone leggermente le vocali, aprendo un braccio che comprende tutto il palco.. prolungo il dittongo di "name" e infine sorrido abbassando piano la testa ) Never an honest word (inizio un pò ad alterare la voce, si fa quasi impertinente, come se volesse sottolineare un concetto che sa benissimo che non verrà ascoltato e preso in considerazione.. sono serio e dentro provo molta tristezza mentre cammino sul lato sinistro del palco e avanzando lentamente prendo qualche mano del pubblico, vedo cartelloni con frasi molto belle e a mio parere esagerate su di me, poi proseguo arrivando nuovamente al centro palco e finisco la frase anche questa volta in maniera secca mantenendo il mio tono soave e dolce) But that was when I ruled the world Oooooh Oooooh Oooooh (Accentuo la prima parola allungandola poco nella finale “u” e poi riprendo abbastanza velocemente pressoché con la stessa tonalità di voce. Allungo leggermente e di poco la “a” di "that". Lo sguardo continua ad essere intenso verso un punto fisso, ma man mano scruto un po’ tutto con aria misteriosa e dolce allo stesso tempo. Fisso i miei compagni, i miei insegnanti, il pubblico, ma senza muovere il capo di un centimetro, solo lo sguardo si muove inconsueto e quasi indispettito. Allungo la parola "when" per qualche secondo con tonalità dolce, rassicurante, quasi fraterna/amichevole. Prolungo la fine della parola nella “e” aumentando leggermente il tono della voce per poi calarlo drasticamente, quasi come se fosse un lamento, lamento d’amore e di perdono; mi riallaccio quindi al resto della frase grazie a questo calo di tono drastico. Finisco l'esibizione tenendo impugnato il microfono con entrambe le mani e gli avambracci congiunti. lo sguardo dritto intenso e impassibile... faccio un leggero sorriso finale)
Finita l'esibizione faccio il mio solito inchino al pubblico, questa volta più sentito... sono quasi commosso e li ringrazio sentitamente per l'affetto dimostratomi durante questi mesi... |